Zibibbo
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Pantelleria: alla scoperta delle origini dello Zibibbo e dei sapori dell’isola

Quando si pensa all’isola di Pantelleria immediatamente l’immaginazione va collegandosi, per una sbrigativa associazione mentale, alla vividissima fotografia di colate laviche ed acque cristalline.

Tuttavia, quel che a molti sfugge è che questo lembo di terra, situato a sud ovest della Sicilia e a nord est della Tunisia, è in realtà anche uno dei luoghi da cui poter partire per tessere la storia culinaria del Sud Italia, che oggi meglio custodisce gli antichi sapori della dieta mediterranea.

Chi è stato ospite dell’isola saprà già che all’incredibile patrimonio naturalistico della stessa – fatto di romantici panorami e incantevoli spiagge – ve ne si affianca un altro di diversa entità: quello legato all’enogastronomia, dichiarato a sua volta patrimonio dell’umanità, attraverso la produzione dello Zibibbo.

Quest’ultimo – tra tutti i prodotti derivati dalle materie prime offerte dall’isola – è forse quello che meglio rappresenta la dedizione che Pantelleria impiega ancora oggi nel sostentamento di una secolare tradizione legata ai piaceri dello stare in tavola ed ai principi di convivialità che dietro a questi si celano.

Questo vino, originario del Nord Africa, trova collocazione in Sicilia attraverso il dominio arabo di molte zone del sud d’Europa ed è per questo considerato dai panteschi una preziosa eredità pervenuta loro dal mondo classico e custodita, negli anni che sono seguiti, con orgoglio e feconda produttività dagli autoctoni.

Figlio di una produzione ritenuta da molti quasi miracolosa, poiché nonostante il clima spesso caldo e siccitoso ha trovato comunque nel tempo le condizioni ideali per una gloriosa riuscita, lo zibibbo deve il nome al termine arabo “Zibibb”che fa riferimento all’uva secca –  dai grappoli tondi, massicci e di colore verde-giallo –  nota per il suo sapore estremamente dolce: essa è infatti indicata, oltre che per la produzione di vino, anche per il consumo diretto.

Che lo si incontri nella sua versione secca o spumeggiante, lo Zibibbo può accompagnarsi a quasi tutte le specialità della tradizione siciliana: un buon passito può essere abbinato alle tipiche paste di mandorla, ai cannoli o ai formaggi erborinati locali; un secco può invece accompagnarsi ai crostacei e alle pietanze di mare. Quel che davvero rende straordinaria la fama di questo vino è senza ombra di dubbio il suo inconfondibile sapore morbido e zuccheroso che, unito ad un aroma seduttivo e penetrante, è riuscito a fare della sua viticoltura la prima pratica agricola italiana ad essere dichiarata patrimonio dell’Unesco.

Allargando il vostro raggio d’ispezione potete, inoltre, trovare a Pantelleria una miscellanea di sapori che vanno immancabilmente degustati e che ben si addicono ad un buon calice di vino: tra questi annoveriamo la rivisitazione del couscous nota con il nome di Taboulì e il Bacio pantesco, un dolce a base di ricotta di fama internazionale.

Un altro piatto tipico da provare durante il vostro soggiorno sull’isola è la merghez, una salsiccia di manzo abbondantemente speziata con peperoncino ardente.

Se siete vegetariani, non temete: l’offerta di piatti a base di legumi, tra cui compare la rinomata lenticchia rossa coltivata in loco, è vastissima e colorata; degna di lode è anche la tipica insalata di ortaggi. Altra pietanza da provare assolutamente infine è il tumma, un formaggio che può essere consumato sia salato che dolce.

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