Museo di San Severo
Musei

Museo di San Severo

Museo di San Severo

Uno dei musei più belli e storici di Napoli trova sede nei pressi della piazza San Domenico Maggiore. La Cappella di San Severo, conosciuta dal popolo partenopeo anche sotto il nome di “Pietatella”, rappresenta un importantissimo complesso museale per la città. A rendere tanto speciale questo edificio religioso, un’architettura barocca e raffinata, tante opere artistiche e il Cristo Velato, una scultura che porta il nome della chiesa in tutto il mondo. Scopriamo per gradi questo meraviglioso luogo sacro.

Storia e leggenda

Attorno al Complesso di San Severo ruota una curiosa leggenda, che ancora oggi viene tramandata tra i vicoletti stretti e fatiscenti della Napoli più antica. La storia narra di un giovane ingiustamente condannato a reclusione, che condotto alle carceri della città, si trovò a passare proprio davanti all’edificio di proprietà dei Sansevero. In quello stesso momento, il giovane si appellò alla bontà della Santa Vergine. Il murò allora cedette, lasciando apparire un quadro che ritraeva l’immagine di Maria. È a questa antica storiella che il nome “Chiesa di Santa Maria della Pietà” fa riferimento. Nel tempo, infatti, la cappella fu anche luogo di pellegrinaggi. La chiesa fu costruita, secondo studi recenti, verso la fine del 1500. È grazie alla ristrutturazione del 700, tuttavia, che oggi la conosciamo così com’è. Tale rifacimento fu attuato per volere del principe Raimondo di Sangro, che raccolse al suo interno anche diverse opere d’arte.

Arte e Architettura

Lo stile architettonico della Cappella di San Severo è il barocco napoletano. All’interno dell’edificio possiamo trovare diverse opere d’arte, ma quella più rilevante è sicuramente il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, uno scultore napoletano molto caro al principe.

Il Cristo velato è una scultura ricavata da un blocco di marmo, la cui straordinaria peculiarità risiede nel velo – scolpito anch’esso nella pietra – che si adagia sul corpo di Gesù, mostrando al visitatore un gioco di luci ed ombre che rende l’opera realistica e quasi in movimento

Lascia un commento